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       Scugnizza, su testo di Carlo Lombardo e musiche di Mario Costa, è sicuramente la più italiana delle nostre operette e questo per la sua schietta vena melodica, per il divertente testo di ambiente popolare e per quella magia che riesce ancora a ricreare.
       La musica è contagiosa, le sue melodie sorprendenti; alcune sono la voce di tutto un popolo, di tutto un paese, altre la legano all'opera verista richiamando il miglior Puccini.
       Ma se la struttura portante di Scugnizza è la suggestione e l'incanto della sua musica, il suo successo non può essere scisso dalla briosa linfa apportata da un testo già di per sé felice ma che in questa nuova edizione di Franco Zappalà, si presta a diventare ancor più immediato e senza tempo dove il tema fondamentale della nostalgia si unisce ad un divertimento vero, dove veri sono i personaggi, veri sono i loro sentimenti, le loro speranze, i loro colpi di testa.
       Ne nasce uno spettacolo dalla sincerità affascinante e coinvolgente, una storia in musica (qualcuno oggi direbbe un musical) moderna, gaia e pensosa al tempo stesso dove è facile appassionarsi alle vicende degli scugnizzi quasi ci si trovasse di fronte ad un appassionante romanzo che non si vorrebbe finisse mai.